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Il periodo di emergenza sanitaria legata alla pandemia di Covid-19 ha avuto un forte impatto sulla vita di tutti, portando un aumento generale della sofferenza mettendo a dura prova non solo la salute fisica, ma anche quella mentale della popolazione.

Ci siamo trovati a sperimentare emozioni negative, tra le quali ansia, paura e angoscia di fronte ad una situazione nuova, un virus sconosciuto, e alle sempre maggiori misure di restrizione volte a contenere il diffondersi dei contagi. Le diverse ondate di contagi hanno portato al riaffiorare e alla cronicizzazione di vissuti negativi sperimentati in precedenza; inoltre hanno messo in difficoltà chi aveva sperimentato minor disagio durante la prime ondate.

La popolazione ha pagato un tributo enorme sia in termini di perdite che di stress ai limiti della tollerabilità

Lo stato di emergenza, una situazione critica stressante, ha messo a dura prova la quotidianità di ognuno. Lo stress è stato una delle possibili risposte messe in atto ogni volta che ci si è trovati in una situazione d’emergenza o in un nuovo contesto. L’emergenza per definizione è un evento inaspettato, improvviso, drammatico. Possono modificarsi di conseguenza i pensieri, le emozioni e gli stati d’animo poichè la mente cerca strategie per adattarsi alla realtà. Può accadere che le strategie già in possesso possano fallire non adattandosi perfettamente a rispondere al bisogno, quindi si cercano delle nuove modalità per muoversi e adattarsi all’interno della realtà cambiata e diversa da prima. La percezione del rischio che abbiamo può essere distorta e amplificata sino a portare a condizioni di ansia e panico che possono aver portato a comportamenti meno razionali e ad un abbassamento delle difese, anche biologiche, dell’organismo. Da qui la necessità di offrire un sostegno a tutta la popolazione e in particolare alle fasce più vulnerabili.

scuole chiuse

La chiusura prolungata delle scuole, l’istituzione della DDI e il rientro alle attività presenziali hanno portato inevitabilmente ad uno squilibrio di routines e attività, deprivazione e fatica soggettivamente esperita. L’ambiente scolastico ha risentito e risente tutt’ora delle difficoltà connesse alla Pandemia: può risultare più faticoso proseguire con la propria vita e la propria attività professionale per gli adulti, ma può risultare difficile anche per i ragazzi comprendere cosa sia successo e adattarsi ai cambiamenti. L’impatto mentale ha colpito tutti e questo ha un effetto deflagrante nella popolazione portando ad esperire, soprattutto in coloro che vivevano già momenti di fragilità, dovuti magari a situazioni instabili, condizioni di disagio che possono esitare in disturbi emotivi, manifestazioni di ansia o sintomi depressivi.

Questa situazione ha portato chiunque a modificare il proprio stile di vita con cambiamenti che hanno riguardato la sfera sociale, familiare, lavorativa. Le limitazioni imposte nel periodo pandemico hanno costituito un cambiamento repentino e sono state accompagnate dalla paura del contagio relativa a se stessi e alle persone care, preoccupazioni inerenti allo stato di salute, alterazioni nei ritmi sonno-veglia dovute al lungo tempo passato a casa talvolta senza particolari incombenze vista riduzione o sospensione delle attività lavorative/scolastiche, preoccupazioni di natura economica, alterazioni negli stili alimentari e nell’attività fisica svolta. La sfera sociale è stata tra le più condizionate dalle misure dei lockdown, con conseguenze negative per svariate ragioni: dalla completa solitudine alle difficoltà di chi si è trovato a vivere a stretto contatto con i familiari con possibili tensioni e difficoltà nel caso di contesti disfunzionali, dai quali non era più possibile allontanarsi durante la giornata.

La Pandemia ha portato a un’inversione di rotta aumentando l’attenzione e l’interesse per il benessere psicologico. Questo momento ha richiesto non solo coraggio e forza d’animo, ma anche l’ammissione della necessità della presenza di figure formate e professionisti che potessero aiutare ad affrontare o prevenire situazioni di stress e capaci di ascoltare paure, ansie e preoccupazioni.

Rispetto all’utenza di età pre-adolescenziale e adolescenziale, la quale è caratterizzata da due aspetti fondamentali quali l’autonomia\indipendenza ma anche del bisogno di punti di riferimento, durante questo periodo possono essere sorti varie difficoltà: frustrazione e angoscia per la perdita delle autonomie, fatiche nella relazione con il gruppo dei pari, maggior utilizzo della tecnologia e il minor possibilità di spendere il proprio tempo all’aperto o in attività di gruppo. Tutti questi aspetti necessitano di attenzione per poter intervenire precocemente.

Nel microcosmo scolastico diverse figure si intrecciano e interagiscono tra loro, ognuno con i propri vissuti ma tutti con lo scopo comune di offrire il miglior percorso, non solo formativo, ma anche educativo, agli alunni. Nonostante il focus in questo periodo sia spesso posto sugli effetti della Pandemia, è fondamentale tenere presente i cambiamenti continui tipici dell’età evolutiva che non devono passare in secondo piano, rimane fondamentale infatti accompagnare ragazzi nel loro percorso di crescita a 360°. Allo stesso modo, è necessario considerare il benessere di coloro che guidano e accompagnano nel percorso scolastico gli alunni affinchè fungano da guida efficace e funzionale, anche per rendere il luogo di lavoro un ambiente salubre.

Alla diffusione della Pandemia si è associato lo sviluppo di un disagio a livello psicologico che si è manifestato, ad esempio, con l’aumento di paura, preoccupazione, sintomi ansioso-depressivi, sintomi post traumatici, abuso di sostanze, somatizzazioni, senso di solitudine. Oltre a questo, sembrano essersi accentuati comportamenti come evitamento o controllo utilizzati come strategie di coping non propriamente funzionali. Queste strategie di coping disfunzionali rischiano di bloccare la persona in uno stato di paura e minaccia relative al COVID-19, rendendo più difficilmente il ritorno ad un normale funzionamento e favorendo il mantenimento di distress psicologico anche oltre il periodo pandemico. Per tutti questi motivi risulta essere utile proporre intervento efficace anche all’interno dell’ambiente scolastico.

Lo sportello di ascolto psicologico è uno spazio di ascolto per cui studenti e personale scolastico non sono lasciati soli con le proprie difficoltà e disagio.

E’ un modo per acquisire consapevolezza rispetto alle proprie fonti di stress e difficoltà e permette di acquisire strumenti per incrementare le proprie risorse interne. Interviene intercettando le situazioni di rischio e lavora attraverso la valorizzazione di sè stessi facendo emergere i propri punti di forza.

La presenza di uno Sportello di Ascolto Psicologico risulta essere quindi una grande occasione e opportunità per affrontare e risolvere problematiche.

Cos'è lo Sportello di Ascolto Psicologico

Lo Sportello d’Ascolto Psicologico è un servizio di consulenza gratuita messo a disposizione dalle Scuole di vario ordine e grado per accompagnare e dare supporto in questa fase delicata e difficile conseguente all’Emergenza Sanitaria rispondendo alle forme di disagio e\o malessere psicofisico sperimentato da alunni e Personale Scolastico. Ne emerge quindi la necessità di fornire un supporto per rispondere allo stress e al disagio derivato dallo Stato di Emergenza. Lo spazio di ascolto è un luogo sicuro per l’utenza, tutelato dal più assoluto segreto professionale, atto a prevenire l’insorgenza di malessere psicologico e disagio collegato. E’ dedicato alla salute di studenti e personale attraverso un’ottica accogliente e flessibile, dove poter esprimere le proprie difficoltà e vissuti in assoluta privacy. Si configura come spazio rivolto agli alunni che vivono un momento di difficoltà, confusione, fragilità o dubbi non esclusivamente relativi all’ambito scolastico.

Offre strumenti per provare a contenere ansie, timori, dubbi che possono verificarsi in situazioni diverse e complesse: l’incertezza per il futuro, lo smarrimento, il senso di colpa, lo stress scolastico e lavorativo, le difficoltà relazionali, le reazioni causate dalle informazioni repentine e contrastanti, la paura di ammalarsi e del contagio.

Supporta, nello specifico, i ragazzi e le ragazze in un momento in cui sono profondamente cambiate le loro relazioni sociali, le amicizie e il rapporto con i familiari. Sostiene il Personale Scolastico nelle difficoltà quotidiane e nella gestione dei conflitti e delle dinamiche con gli alunni e colleghi.

Promuove quindi strategie per affrontare il cambiamento radicale delle dinamiche relazionali e della rete sociale. Inoltre sostiene il benessere personale percepito, sostenendo l’autostima, il senso di autoefficacia e la resilienza. Offre strumenti per provare a rileggere gli effetti dell’isolamento, del distanziamento e le conseguenze della Pandemia e quarantena, che sono stati causa di momenti di depressione e forte stress fisico ed emotivo. Il servizio ha una finalità consulenziale e di consultazione; non ha dunque finalità assistenziale né terapeutica.

Lo Sportello può essere rappresentato come un “contenitore” dove gli studenti possono incanalare e rovesciare le emozioni, le ansie e le paure che influenzano negativamente la loro quotidianità. Permette di poterle poi trasformare in risorse positive da utilizzare in maniera funzionale a scuola, ma anche fuori nella vita di ogni giorno.

Svolgimento del colloquio

Il colloquio è protetto dal segreto professionale e viene condotto in uno spazio sicuro, empatico e non giudicante. E’ utile, per la creazione dell’alleanza terapeutica, esplicitare apertamente che lo Psicologo è tenuto al segreto, professionale salvo venire a conoscenza di situazioni o fatti che potrebbero mettere a rischio la vita stessa dell’alunno e quindi svincolare il professionista dal segreto stesso. Tale verbalizzazione fa sentire l’altro sicuro di potersi fidare e non “tradito” dal professionista, qualora si dovesse trovare nella condizione di dover rivelare quanto emerso durante i colloqui. Il colloquio prevede un atteggiamento empatico da parte del professionista attraverso un ascolto attivo e non giudicante che permetta un libero spazio di espressione da parte dell’utenza nel rispetto della privacy. Per gli alunni, lo Psicologo si proporrà come figura “altra” al di fuori della famiglia e della scuola in funzione non giudicante. Durante i colloqui il lavoro si pone essenzialmente sul qui ed ora.

Questa cornice offre agli alunni la possibilità di esprimere e dar voce alle difficoltà in un contesto a loro familiare, quale la scuola, ma in sicurezza. A volte accade che dallo spazio dello sportello scolastico possono aprirsi “porte” verso le famiglie le quali possono, talvolta, venir chiamate per sostenere e accompagnare i momenti di difficoltà dei loro ragazzi.

Lo Sportello svolge inoltre attività di prevenzione, informazione, sostegno e consulenza, rivolte a tutto il personale scolastico, non solo agli alunni. Vi si possono indirizzare anche tutti quei genitori che si trovano in difficoltà con la gestione dei cambiamenti legati alla crescita dei loro figli e quegli insegnanti che vogliono riflettere sulla gestione del rapporto con uno o più studenti.

Lo Sportello d’Ascolto si prefigge di promuovere nuovi stili di vita atti al raggiungimento del benessere psico-fisico e relazionale, prevenendo il disagio attraverso i colloqui di consulenza.

Psicoterapia, Dott.sa Psicologa Elisabetta Cesana

Il professionista fornisce uno spazio d’ascolto, supporto emotivo e consapevolezza delle difficoltà esperite. Il servizio sarà un’occasione di ascolto, accoglienza, accettazione, sostegno, informazione, gestione e risoluzione dei problemi. Offre agli studenti l’opportunità di apprendere modalità di funzionamento più vantaggiose per il proprio benessere e, allo stesso tempo, consente di effettuare prevenzione rispetto alle situazioni di rischio che possono presentarsi.

Si vuole promuovere l’acquisizione di competenze sociali e relazionali più funzionali anche tramite una maggiore fiducia in sè stessi, comprendendo non solo sé stessi ma anche gli altri comportandosi in maniera più consapevole.

Lo Sportello previene il disagio evolutivo anche in ottica di demotivazione allo studio e drop out scolastico, nonché fenomeni di burn-out lavorativo. Ci si propone inoltre di individuare problematiche irrisolte legate all’emergenza da Covid-19 e alla crescita personale in un clima di incertezza, nonché rintracciare casi di disagio e situazioni a rischio.

Fornisce inoltre strumenti per comprendere le fatiche e le difficoltà esperite, sostenendo alunni e Personale Scolastico nella sofferenza percepita, fornendo anche strategie e strumenti di sostegno cognitivo-comportamentali e psicoaffettivi atte alla gestione delle difficoltà.

Obiettivi saranno inoltre la gestione dell’ansia, dovuta al carico di lavoro eccessivo e alle prestazioni scolastiche e lavorative. Infine, ampio respiro sarà dato alla gestione dell’umore deflesso e della stanchezza psicofisica. In ottica di prevenzione e di promozione del benessere, lo sportello di ascolto persegue dunque l’obiettivo di migliorare la qualità della vita degli studenti, degli insegnanti e dei genitori, favorendo benessere nella scuola e promuovendo le capacità relazionali.